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MASTER 1000 MADRID - Incredibile sconfitta di Nadal, eliminato 7-5 al terzo da Verdasco

Orrenda prestazione di Nadal che avanti 5-2 e servizio al terzo set spreca tutto perdendo cinque giochi di fila. Dopo tredici sconfitte, Verdasco supera l'incubo-Rafa.
10.05.2012 18:55 di Valerio Dardanelli  articolo letto 660 volte

Ha dell’incredibile la sconfitta di Rafael Nadal (tds n°2) nel terzo turno del torneo ATP 1000 di Madrid (3.973.695 euro, terra). Il mancino di Manacor è stato sconfitto 6-3 3-6 7-5 dall’amico e connazionale Fernando Verdasco (tds n°15), sempre battuto nei tredici precedenti . Nadal nel terzo set è stato avanti 5-2 e servizio non sfruttando per due volte l’occasioen di servire per chiudere l’incontro. Verdasco stavolta è riuscito a superare l’ostacolo approfittando di un Nadal poco centrato e non a suo agio sull’insidiosa terra blu cobalto del torneo. Rafa è partito malissimo, come forse non gli era mai capitato prima: subito sotto 2-0, il maiorchino ha riagganciato l’avversario sul 2-2 ma è finito di nuovo con la testa sotto l’acqua. Verdasco ha tolto per la seconda volta nel set il servizio a Nadal portandosi sul 5-2 prima di chiudere la frazione per 6-3. Rimesso ordine nel suo gioco, nel secondo set Rafa è tornato padrone degli scambi da fondo. Verdasco, sballottato da una parte all’altra del campo, non ha retto il ritmo di Nadal che è volato sul 4-1 con un solo break di vantaggio. Proprio quando sembrava controllare il match, Rafa è calato vistosamente perdendo il servizio e rimettendo in discussione l’esito del parziale. Tuttavia, avanti 4-3, Nadal ha indovinato un gran game di risposta operando il break che ha deciso il secondo set. Passata la tempesta, il maiorchino ha controllato l’andamento del terzo set portandosi avanti 4-1 e servizio prima di subire il tentativo di rimonta di Verdasco che ha recuperato uno dei due break di svantaggio ma sul 4-2 ha perso nuovamente il servizio lasciando strada libera all’avversario. Rafa, in vantaggio 5-2, ha servito per il match ma ha mancato l’occasione subendo un inaspettato break. Verdasco si è rianimato, ha tenuto il servizio e sotto 5-4 ha tolto per la seconda volta di fila la battuta a Nadal riacciuffandolo sul 5-5. Il momento di offuscamento del maiorchino è proseguito e Verdasco ne ha approfittato chiudendo il parziale 7-5 al secondo match-point grazie a un parziale di cinque giochi consecutivi. Dopo tre ore e un quarto di lotta, Nadal è uscito dal campo incredulo. Verdasco si è gettato in terra e poi è corso ad abbracciare il padre in tribuna. Il calo di Nadal è un fatto nuovo, qualcosa a cui mai avevamo assistito: il maiorchino ha perso il servizio quattro volte di fila nel set decisivo e la scivolosità del campo non può giustificare il crollo del n°2 mondiale.   

Verdasco nei quarti troverà dall’altra parte della rete il ceco Tomas Berdych (tds n°6) che ha umiliato un irriconoscibile Gael Monfils (tds n°12), battuto 6-1 6-1 in soli cinquanta minuti di gioco. Alla fine dell’incontro Berdych ha passato un quarto d’ora a firmare autografi mentre il francese ha abbandonato il campo rabbuiato, con lo sguardo perso nel blu dei campi madrileni.

È terminato negli ottavi il cammino del francese Jo-Wilfried Tsonga, quarto favorito del seeding, superato dopo due ore e un quarto di battaglia dal talentuoso ucraino Alexandr Dolgopolov (tds n°16) con il punteggio di 7-5 3-6 7-6. Tsonga ha iniziato il match con la giusta concentrazione: subito avanti 4-1, il transalpino sembrava avviato alla conquista del primo set. Improvvisamente, però, si è spenta la luce nel suo gioco e Dolgopolov è salito in cattedra riequilibrando il punteggio sul 4-4 e piazzando un parziale di tre giochi consecutivi dal 5-4 per Tsonga. Il colpo chiave che ha consentito a Dolgopolov di fare suo il primo set è stato la risposta: anche sulle potenti prime palle di Tsonga, l’ucraino è stato abile a far iniziare sempre lo scambio, spesso grazie a insidiose risposte bloccate di dritto. La prima frazione si è chiusa su un passante di rovescio spedito in corridoio da Tsonga, molto contrariato per la scivolosità della superficie (della terra blu voluta da Tiriac si sono lamentati praticamente tutti, da Djokovic a Nadal passando per Federer, Monfils e Verdasco). Il secondo set è stato in equilibrio fino al 4-3 per Tsonga quando Dolgopolov ha giocato un game sciagurato come solo lui sa fare perdendo il servizio e regalando così il parziale al francese che nulla ha fatto per rimettersi in carreggiata se non tenere la palla in campo. Il set decisivo è stato giocato con poca logica da entrambi i giocatori: dall’1-0 in favore di Dolgopolov si sono contati ben quattro break consecutivi con il servizio che sembrava diventato un handicap invece che un vantaggio. Passato il momento di follia collettiva, i due giocatori hanno ricominciato a servire con precisione e continuità e la partita si è trascinata al tie-break dominato da Dolgopolov che lo ha vinto sfruttando anche un infortunio alla schiena di Tsonga. La partita è stata emozionante e piena di spettacolari colpi vincenti come d’altronde era lecito attendersi avendo in campo giocatori così portati a giocare per lo spettacolo.

Nei quarti di finale Dolgopolov si troverà di fronte un altro peso massimo del circuito, l’argentino Juan Martin Del Potro (tds n°10), che si è sbarazzato con un rapido 6-2 6-4 del croato Marin Cilic.


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