Finisce la corsa di Fabio Fognini che così non ripete l'exploit dell'anno scorso quando arrivò ai quarti di finale. A infrangere le velleità dell'azzurro ci ha pensato il francese Jo-Wilfried Tsonga, non in buone condizioni ma abbastanza per avere la meglio con il punteggio di 7-5 6-4 6-4 di un Fognini incostante e dal solito atteggiamento rivedibile. L'inizio di gara sembra consegnare uno Tsonga che conferma le brutte prove delle ultime settimane e che va subito sotto 0-2. L'illusione di un giorno di gloria per il ligure dura giusto il tempo di far ricordare al francese che è il n.5 del mondo e, infatti, la rimonta è servita con 4 games consecutivi. Sul 5-4 Tsonga perde la bussola e perde la battuta. Fognini ha anche due palle break per andare a servire per il set ma non concretizza, il francese acquista così fiducia, strappa il servizio all'azzurro e chiude il set 7-5. Il colpo è duro da digerire per Fabio che subisce un break in apertura e va sotto 0-2. Nel sesto game, Tsonga cede la battuta ma ha la forza di restituire il favore nel game successivo, scavando il solco che gli permette di vincere il set 6-4 e ipotecare il match. La terza frazione è più lottatta ma il divario tra i due si manifesta nel nono game con il break francese e la conquista del prossimo turno per il padrone di casa che andrà ad incontrare il vincente della sfida tra Simon e Wawrinka.
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Alla fine, dopo aver meditato a lungo sulla finale di Roma, non mi resta che convenire con Craig O'Shannessy che sul sito dell'ATP ha fornito un'interpretazione interessante e originale dell'atteggiamento tattico di Roger Federer. Confesso che mi sono perso alc...