Per Serena è il quattordicesimo Slam. La Radwanska sarà la numero due già da lunedi.
Serena Williams si laurea campionessa di Wimbledon per la quinta volta in carriera: per lei, ottima e convincente vittoria in finale sulla numero tre del mondo, la polacca Agnieszka Radwanska, con 6-1 5-7 6-2.
Per la Williams si trattava della diciottesima finale in un torneo dello Slam, e della settima sui prati dell’All England Club; i precedenti, tutti datati 2008, erano 2-0 per la statunitense, con Aga che non era mai riuscita ad andare oltre i quattro game a partita (6-1 6-3 sulla terra di Berlino e addirittura 6-4 6-0 nei quarti a Wimbledon).
La finale di oggi, contrariamente al pronostico, ha riservato qualche patema alla statunitense. Inizio sprint di Serena, che, sfruttando anche l’avvio molto contratto di Aga, già nel secondo game ha messo pressione sul servizio della polacca, mettendo i piedi in campo e rispondendo a tutto braccio. Il risultato è stato il break al terzo tentativo e di conseguenza il 2-0 immediato per la statunitense. Le difficoltà per la polacca sono continuate nel quarto gioco, quando sul 40 pari ha offerto una nuova palla break, maldestramente difesa con una debole seconda, sulla quale Serena non si è fatta pregare, aggredendo la palla e andando a segno con un fulminante rovescio lungolinea.
Al servizio sullo 0-5 la Radwanka ha offerto due set point, salvandoli con due buone prime e conquistando il primo game della partita, salutato dal boato del pubblico, con un ace. Sul 5-1 è stata la volta di Serena al servizio: un ace le ha consegnato il primo set point, trasformato con una prima vincente. Risultato del primo parziale molto severo: 6-1 in appena 36 minuti di gioco.
Alla fine del primo set si sono aperti gli ombrelli sul Centrale, e il campo è stato immediatamente coperto: fortunatamente l’interruzione è durata solo pochi minuti, e non si è resa necessaria la chiusura del tetto. Il secondo parziale è iniziato con la Radwanska al servizio, e la polacca ha subito cercato di invertire la tendenza, tenendo anche abbastanza facilmente il turno di battuta. Il sollievo è durato poco per la polacca, giusto il tempo che Serena tornasse mentalmente in partita: già nel secondo gioco due ottime risposte vincenti hanno regalato alla statunitense ben tre palle break consecutive, e sfruttando la prima la Williams è salita sul 2-1 e servizio.
La prima piccola, vera occasione per la polacca è arrivata sul 3-2 servizio Williams, quando Aga è riuscita a salire 0-30: Serena ha però subito spento tutte le sue speranze, mettendo dapprima in campo un rovescio in cross strettissimo e pareggiando i conti venendo a rete, e poi tenendo il servizio con due splendidi servizi vincenti. Il settimo gioco è stato uno dei più combattuti del match: la Radwanska si è infatti procurata una palla break, sulla quale Serena ha ceduto la battuta mandando un dritto oltre la linea di fondo.
La sensazione comune è che questo break abbia dato l’avvio ad una nuova partita: Aga infatti ha acquistato sicurezza, sciorinando il suo repertorio di colpi, di cui un paio di pregevoli rovesci lungolinea. Serena ha però risposto di potenza, issandosi sul 5 pari con un passante sul bell’approccio a rete dell’avversaria. Nel game successivo la polacca ha conquistato due set point, sfruttando un evidente passaggio a vuoto della statunitense: un rovescio in rete ha consegnato inaspettatamente il secondo set ad Aga per 7-5.
Il terzo e decisivo parziale si è aperto subito con una palla break per Serena, prontamente annullata dalla Radwanska con una provvidenziale prima sulla riga: la polacca ha poi completato l’opera tenendo il servizio e mettendo di fatto per la prima volta la testa avanti nel match. Problemi al servizio per la polacca anche nel turno di battuta successivo: la numero tre del mondo ha infatti offerto due palle break, annullandole poi con coraggio entrambe, sempre con il famoso rovescio lungolinea. La Williams ha agguantato il break nel quinto gioco: da questo momento in poi la statunitense è sembrata tornare se stessa e controllare di nuovo pienamente il match, grazie anche al servizio, di nuovo incisivo come in avvio. Il break decisivo, festeggiato con le braccia al cielo, è arrivato nel settimo game, ed è stato conquistato da Serena con un ottimo drop shot: vincere la partita per 6-2 è stata a quel punto pura formalità.
Ricordiamo che per Serena si tratta del quattordicesimo Slam in carriera: da lunedi sarà la nuova numero quattro del mondo. Alla Radwanska rimane la consolazione della prima finale Slam in carriera e della seconda piazza mondiale, mentre questa finale restituisce il trono a Victoria Azarenka.
Queste la parole di una commossa Radwanska durante la premiazione: “Ho avuto le due settimane più belle della mia vita, sono molto contenta di essere qui. Oggi non è stata la mia giornata, spero vada meglio in futuro. Ho provato a dare il massimo, e sono comunque contenta”.
Dal canto suo Serena, anche lei in lacrime, ha dichiarato: “Non posso descrivere l’emozione che provo, un paio di anni fa ero in ospedale e ora sono qui con questo trofeo. Durante quei momenti non avrei mai immaginato di poter tornare qui, ringrazio tutto il mio team e la mia famiglia dal più profondo del mio cuore. Faccio i miei complimenti ad Agnieszka che ha giocato un torneo e una finale fantastici. Ho sempre sognato quello che ha avuto Venus, ancora una volta mi è toccato imitarla (sorriso)” ha concluso, riferendosi al fatto che anche Venus vanta cinque titoli a Wimbledon.