Dopo aver passeggiato contro uno spento Roddick, Novak Djokovic ha dovuto sudare parecchio per domare l’ex campione di Wimbledon Lleyton Hewitt e conquistare i quarti di finale. L’australiano, fuori dai 150 ATP, resta sempre un cliente scomodo sull’erba, in particolare su quella dei Championships che lo videro trionfare nel 2002, prima che iniziasse l’era Federer. Nonostante i tanti infortuni (l’ultimo al piede sinistro) subiti nel corso degli anni, Hewitt resta sempre un formidabile agonista. Adesso, però, il fisico non è più quello di un tempo e le energie sono limitate. L’australiano, molto sostenuto dal pubblico, ha giocato per un’ora e un quarto una partita quasi perfetta: solido da fondo campo e incisivo con il servizio, ha sempre imposto il ritmo degli scambi. Nel primo set Hewitt ha giocato su livelli altissimi, spingendo su tutte le palle senza commettere errori (si contano solo due gratuiti nell’intero primo parziale). Djokovic, innervosito dal fondo scivoloso del Campo Centrale, è stato costretto a innalzare il livello del suo tennis per non vedersi sfuggire la partita di mano. Aiutato dal servizio (alla fine saranno ben 16 gli ace del campione serbo), Nole è rimasto agganciato alla partita. Perso il primo per 6-4, Djokovic ha trovato un break fondamentale sul 4-3 del secondo set. Immediatamente rimontato da Hewitt sul 5-5, il numero 2 mondiale ha piazzato la zampata decisiva sul 6-5 togliendo il servizio all’australiano per la seconda volta nel parziale. Il terzo set è stato una formalità: lo Hewitt di dieci anni fa non avrebbe mollato un quindici ma adesso l’autonomia è limitata e alla lunga l’australiano si è spento come una candela. Djokovic, sicuro di portare a casa l’incontro, si è tranquillizzato e dall’1-1 ha piazzato un parziale decisivo di cinque giochi che gli ha consentito di vincere l’incontro 4-6 7-5 6-1 in quasi due ore di buon tennis.
Nei quarti di finale il serbo se la vedrà contro Jo-Wilfried Tsonga, quinto favorito del seeding. Il francese ha superato 7-6 6-4 il mancino spagnolo Feliciano Lopez impressionando soprattutto al servizio visto che non ha concesso neanche l’ombra di una palla-break all’iberico. Il cammino di Nole verso l’oro si preannuncia tutt’altro che agevole.
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