"Questo tennis è disumano", ha dichiarato il n° 2 del mondo Rafael Nadal. Una linea di pensiero condivisa da Roddick, Federer e tanti altri big del circuito ATP che nell'ultima parte della stagione hanno fatto i conti con stanchezza e infortuni
Un urlo si leva nel circuito ATP: "Questo tennis è disumano". Si tratta dell'appello di Rafael Nadal, n° 2 del mondo, che si scaglia contro la lunga programmazione, rea di sottoporre i tennisti a incredibili tour de force senza lasciar loro molto tempo per riposare. "E' impossibile iniziare l'1 gennaio e finire il 5 dicembre. Ed è impossibile giocare come ho fatto negli ultimi 5 anni, dando sempre il 100% senza particolari problemi", ha spiegato il mancino di Manacor. Un pensiero che già qualche anno fa aveva espresso Marat Safin e che attualmente è ampiamenete condiviso da altri pezzi grossi del circuito, uno tra tutti il n° 6 del mondo Andy Roddick.
Secondo lo statunitense, infatti, i giocatori non hanno abbastanza tempo per recuperare tra un torneo e l'altro, nel corso di una stagione che si snoda in quattro continenti e sottopone i tennisti a notevoli sforzi. "E' ridicolo pensare che uno sport iperprofessionistico non abbia un adeguato periodo per riposare, rinforzarsi ed allenarsi - ha dichiarato A-Rod -. Sento che prima o poi il buon senso prevarrà". Una tesi che pare avvalorata anche dai fatti: la stanchezza e gli infortuni hanno spinto due dei più importanti giocatori del mondo, re Roger Federer e Andy Murray, rispettivamente n° 1 e n° 3 del ranking mondiale, a rinunciare alla trasferta asiatica. Il fresco vincitore degli US Open, Juan Martin Del Potro, è uscito di scena al primo turno del torneo di Tokyo e si è ritirato per infortunio all'esordio nel Masters 1000 di Shanghai. Anche Roddick ha fatto crak, dopo essere stato eliminato al primo turno a Pechino da Lukasz Kubot, infatti, sul cemento di Shanghai è stato costretto a lasciare il campo anzitempo per dolori alla schiena. Senza contare che al terzo turno di Shanghai anche Monfils e Wawrinka hanno accusato dolori e spossatezza che li hanno portati a interrompere i rispettivi incontri. Il caso più ecclatante, d'altro canto, è costituito proprio da Nadal che si è fermato per oltre due mesi a causa dei noti problemi alle ginocchia e che l'hanno portato a rinunciare a Wimbledon dove non ha potuto difendere il titolo conquistato nel 2008.
Insomma, un'ecatombe che, a quanto pare, si sta accentuando soprattutto in quest'ultima parte della stagione. Dunque, si tratta di lamentele più che giustificate o, al contrario, tutti questi campioni pretendono, forse, un po' troppo? L'altro giorno è stata annunciata l'esibizione di Doha che aprirà la stagione tennistica 2010. L'evento in scena in Qatar, in programma dal 31 dicembre al 2 gennaio, vedrà la partecipazione dei primi due giocatori del mondo, Federer e Nadal. Un evento che, sicuramente, calamiterà l'attenzione dei più, ma che, viene spontaneo chiedersi, era necessario? Al fascino del dio denaro è difficile resistere, spesso sono proprio gli stessi giocatori a spingere i propri agenti a organizzare qualche esibizione generosamente retribuita. Ma se un Roger Federer, forte anche del fatto che oramai ha vinto di tutto e anche di più, riesce, tutto sommato, a gestire la propria stagione nel migliore dei modi, non altrettanto fanno o riescono a fare i suoi avversari. Basti solamente pensare al maiorchino, il cui fisico, anche a causa di una cattiva programmazione, ha dato segni di cedimento.
Sotto processo è il primo slam della stagione, l'Australian Open, la cui collocazione, proprio durante la calda estate australiana, porta a numerosi ritiri. "Dovrebbero esserci più tornei prima di Melbourne. Potrebbe essere anticipato da una stagione australiana vera e propria, magari da qualche torneo in medio oriente. Ad esempio i tornei di Doha e Dubai dovrebbero essere uno dopo l'altro: con il calendario attuale si viaggia troppo", dichiarò un giorno Federer, ma l'ipotesi di spostare la manifestazione australiana non è mai stata presa in considerazione dagli organizzatori del torneo. "E gli altri Slam no? Siamo pronti ad ascoltare qualsiasi proposta costruttiva, ma non abbiamo alcuna intenzione di cambiare data", ha fatto prontamente sapere il direttore Craig Tiley. Ma anche gli altri tornei non sono esenti da critiche: l'intervallo di tempo che intercorre tra il Roland Garros e Wimbledon, infatti, non è ritenuto sufficiente per far tirare il fiato ai giocatori.
La situazione è diversa se passiamo alle donne: la WTA ha, infatti, tenuto in considerazione le richieste e le lamentele delle giocatrici in merito a una stagione troppo lunga e ha creato un calendario ad hoc, più breve, che non si protrarrà oltre l'8 novembre. Dopodichè l'appuntamento è per il 2010. Se poi si conta che le donne hanno la possibilità di prendersi delle pause, anche ad esempio, per maternità, la dimostrazione più recente l'ha offerta Kim Clijsters, il quadro è sicuramente più positivo. C'è chi ha ipotizzato addirittura un break a metà carriera anche per gli uomini, come hanno fatto tra le donne Serena Williams e Jennifer Capriati. Ma il circuito femminile è molto diverso da quello maschile e se una Clijsters è capace di tornare dopo due anni di assenza e vincere gli US Open, tra gli uomini la tendenza è opposta. Senza contare gli sponsor e tutti gli interessi economici che girano intorno al grande circo del tennis. I giocatori minori, d'altronde, non possono che trarre giovamento da un alto numero di tornei, perchè più competizioni li vedono protagonisti e più alte sono le possibilità di incamerare punti e scalare la classifica. Per assurdo, sono proprio questi giocatori minori a trarre giovamento dall'assenza dei big, perchè le probabilità di vincere un torneo in mancanza di avversari più competitivi sono maggiori. Sul problema si è pronunciato anche Andre Agassi, uno che ha fatto la storia del tennis: "Una pausa a metà stagione sarebbe salutare tanto per i giocatori quanto per il pubblico". Pausa o no, l'impressione è che la soluzione ai problemi sia ancora lontana.