ESCLUSIVA! Alla scoperta di Martina Caregaro, l'apprendista leonessa
25.07.2010 09:17 di Marco Rebuglio
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Fonte:Intervista esclusiva di Marco Rebuglio per pianetatennis.com
Capelli raccolti in uno chignon, camminata dritta senza guardare in faccia nessuno, volto serio e concentrato di chi si appresta ad affrontare una battaglia. La vedo così Martina Caregaro per la prima volta, tra i vialetti del TC Bonacossa. 18enne fresca di compleanno da Aosta, Marty sa che quel derby nei quarti di finale del Bonfiglio contro Nastassja Burnett si potrebbe tramutare in dura lotta. Tre ore sotto un caldissimo sole al termine delle quali esce sconfitta solamente per 6-4 al terzo nonostante un inizio da incubo, costellato di errori, e un punteggio che dopo un'ora recita 6-1 5-2 per l'avversaria. "Sentivo particolarmente quella partita e sono entrata in campo molto contratta. Poi lei stava giocando veramente bene. Sotto 2-5 mi sono finalmente sciolta, anche perchè ormai non avevo nulla da perdere, visto il punteggio. E così ho iniziato a giocare sempre meglio". Un sempre meglio che si traduce in un filotto di 7 giochi consecutivi, per una metamorfosi agonistica che ha sorpreso tutti gli spettatori sulle tribune: "La gestione del match dal punto di vista psicologico è la parte su cui devo migliorare di più. Ci sto lavorando, ma il come è un segreto che non posso rivelare!"
Al di là degli alti e bassi dal punto di vista del rendimento, assistendo dal vivo a quel match, mi rendo conto delle notevoli qualità, solitamente innate, di cui è in possesso questa ragazza. Rimango impressionato per la capacità e la facilità con le quali riesce a trovare accelerazioni micidiali, imbeccare cambi di velocità sui quali l'avversaria non può far altro che guardare e applaudire immobile. Sempre più incuriosito dal personaggio, da profano dei circuiti minori, mi fiondo sul sito Itf prima, per vederne i risultati, e su facebook dopo, per soddisfare la mia curiosità di voyeur incallito. Accedo al suo profilo e scopro una ragazza completamente diversa da quella incrociata qualche ora prima, il cui sguardo incattivito e concentrato mi aveva quasi messo paura. Sorriso a 32 denti e una cascata di capelli mossi a contornare un viso che esprime al contempo dolcezza, simpatia e grande intelligenza.
Mi imbatto in foto che la ritraggono nel bel mezzo dei festeggiamenti per il suo 18esimo compleanno con la famiglia e con gli amici. Con le stesse persone dalle quali negli ultimi tempi si è dovuta allontanare per inseguire un sogno.
"Ho lasciato casa a 14 anni. Sono andata 1 anno a Como poi a 15 anni a Roma. Ora mi alleno al Circolo Le Palme con Francesco Elia e Silvia Farina e vivo a Fregene in una casa famiglia. Allontanarmi da casa per provare a imboccare la strada del professionismo è stata una scelta mia. L'ho voluta fortemente e ne ero convinta al 100%. Certo, all'inizio è stata dura e adesso, dopo un pò di mesi che magari non vado su, sì, mi manca la mia vita ad Aosta. Ma sapevo quello a cui stavo per andare incontro. A casa ero servita e riverita da nonni, mamma e papà, a Roma ho dovuto iniziare a fare tutto da sola!! La mia vita è cambiata parecchio"
Raccontaci delle tue giornate da atleta professionista
"O viaggio o mi alleno. In quel caso due ore e mezzo di tennis al mattino. Nel pomeriggio un'altra ora mezzo di tennis e poi un'ora e mezzo di preparazione atletica. In generale cerco comunque di curare al meglio sia la parte fisica che la parte tecnica"
Strano che una nata dalle tue parti, vicino alle montagne, abbia deciso di prendere in mano una racchetta al posto di mettersi un paio di sci ai piedi...
"E infatti a 6 anni prima di iniziare a giocare a tennis sciavo. Poi mi è capitato di fare una discesa col termometro che segnava -20. Lì ho capito che quello sport non faceva per me! A quel punto mamma (impiegata di banca n.d.r.) è stata la prima a prendere l'iniziativa. Mi aveva iscritto a ginnastica ritmica, ma è durata ben poco. Ogni volta che andavo piangevo!! Papà (impiegato alle Autostrade n.d.r.) giocava a tennis in pausa pranzo, qualche volta con il maestr. Mi è piaciuto fin da subito, così abbiamo chiesto per il corso. In quel periodo avevamo provato anche con il basket, mi piaceva tantissimo quando giocavo nelle squadre miste, poi quando sono andata nella squadra femminile facevo tutto da sola e non mi divertivo più. Così ho scelto di continuare con il tennis"
Il tuo primo approccio con un campo da tennis come è stato? Hai capito subito che questo sport faceva per te oppure hai incontrato grosse difficoltà?
"Ho amato fin da subito questo sport. Ero sempre entusiasta di andare a giocare"
Dopo quanti anni hai deciso di fare del tennis la tua vita?
"Diciamo più o meno da quando ero under 12. In quei 2 anni ho fatto grandi risultati e ho iniziato un pò a sognare..."
Come hai gestito la tua vita finora tra studio e attività sportiva?
"Dopo le medie il liceo l'ho iniziato a fare in scuola privata se no era troppo difficile conciliare le due cose. E l'anno prossimo ho la maturità. (Intanto ha appena preso la patente n.d.r.)"
Quando sei in trasferta ti manca tanto l'Italia?
"In questa prima parte di 2010 ho fatto tornei solo in italia! Visto che ce ne sono un sacco ne approfitto. In traseferta la mancanza si fa sentire soprattutto nell'ambito culinario!"
A proposito di cucina: tuo piatto preferito?
"Sono una carnivora però mi piace anche tanto la pizza, il sushi e poi non posso fare a meno del gelato!".
Parliamo di programmazione. Non giocavi nel circuito junior dal bonfiglio del 2008. Cosa ti ha portato quest'anno a tornare a Milano?
"Quest'anno era l'ultimo anno che lo potevo fare. E' un bellissimo torneo in Italia, a Milano, che oltretutto mi piace un sacco. Giocarlo è sempre un onore"
Che differenza c'è tra junior e futures? Hai avuto difficoltà nel salto di categoria?
"Diciamo che per me è stato un salto al contrario. Ho avuto difficoltà nel passare dai futures ai junior poichè ho praticamennte iniziato subito con i futures, anche se nel 2009 ho giocato pochissimo. Ero infortunata: frattura da stress al piede. In generale mi trovo meglio e mi piace di più giocare nei futures. Tra le junior magari trovi quella che ti fa un game da fenomeno e poi due dove sbaglia quasi tutto. Così è più difficile trovare continuità ed esprimerti bene"
Quali sono le avversarie che preferisci incontrare? E quelle che proprio ti danno fastidio fastidio?
"Sicuramente giocare con quelle che ti danno ritmo è più facile. Però devo dire che anche con quelle che te lo spezzano sto migliorando. Gestire giocatrici di questo tipo è un aspetto sul quale stiamo lavorando molto"
Parliamo della tua stagione. Dopo un 2009 un po' sfortunato stanno arrivando finalmente grandi soddisfazioni. Andiamo in ordine di tempo. A marzo il tuo primo titolo in un ITF da 10.000 a Pomezia
"Che settimana fantastica! Tra l'altro non era partita bene. All'inizio non ero in grande forma e fiducia. Dopo la prima partita di quali ero un pò giù mi sono sfogata con Silvia al telefono. Dopo quella telefonata è tutto cambiato! Ho incontrato difficoltà anche all'esordio, rischiando di perdere al 1° turno di tabellone contro Carolina Pillot, ero sotto 4-2 al terzo (ha vinto 6-4 al terzo n.d.r.). Quella rimonta mi ha dato grande forza soprattutto sul piano caratteriale. Da lì sono riuscita a crescere partita dopo partita sotto tutti i punti di vista. Non ho più perso un set! Una grande mano me l'hanno data Francesco e Silvia, senza di loro non sarei riuscia a fare quello che ho fatto! La finale l'abbiamo preparata alla perfezione con il maestro appena prima di entrare. E' stata una partita da incorniciare, semplicemente perfetta! (6-1 6-1 alla spagnola Compostizo-De Andres, giocatrice tra le prime 300 del mondo, Martina attualmente è 422 n.d.r.). Quella settimana me la ricorderò per sempre. Sono state sensazioni magnifiche. L'unico dispiacere è che i miei genitori erano a casa a seguire la partita dal livescore"
Ha segnato una piccola svolta il trionfo di Pomezia?
"Assolutamente sì! Innanzitutto ho potuto cimentarmi in tornei da 25.000, facendo sempre ottavi e perdendo con delle buonissime giocatrici, esprimendomi bene in partite parecchio tirate. A Caserta ho battuto la Vierin prima di perdere solo 7-6 al terzo con la Oprandi. Mi sembra buono!"
Settimana scorsa a Palermo un'altra grande gioia. La prima qualificazione al tabellone principale di un torneo del circuito maggiore
"Quando sono partita sinceramente non credevo di riuscire a entrare. I tre turni di quali ho giocato benissimo, concentrata e facendo le cose giuste! (Ha battuto senza lasciare un set Kustova, Confalonieri e soprattutto Karatantcheva n.d.r.). Il primo turno è stata una sensazione particolare. Quasi non ci credevo di essere lì. Ero un po' tesa lo ammetto! L'altra ha giocato bene soprattutto al servizio. Tirava certe botte a cui ho fatto fatica ad abituarmi. Io potevo forse esprimermi un po' meglio, comunque sono contentissima del torneo che ho fatto! Una bellissima esperienza che ho potuto condividere con una delle persone per me più importanti".
Quali gli obiettivi per la seconda parte di stagione e quali le basi tecniche da cui partire?
"Nella seconda parte di stagione vorrei continuare a giocare tornei da 25 e provare anche magari con dei montepremi più alti. Naturalmente più si sale in classifica meglio è. Mi sento sicura soprattutto sui colpi di inizio gioco. C'è ancora da migliorare su altri, ma servizio e risposta sono per ora le mie armi migliori"
Marco Rebuglio
Ringraziamo per la disponibilità Martina Caregaro a cui va il nostro in bocca al lupo
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